Col di Favilla

Detto anche Colle di Favilla, è un piccolo borgo, nel comune di Stazzema, tra i più alti nelle Alpi Apuane, ed è ormai disabitato da molti anni. Si trova a 940 metri di quota a cavallo del colle boscoso che dalla cresta NE del monte Corchia si dirige su Isola Santa ed è sovrastato dal possente Pizzo delle Saette. Dal piazzale antistante la chiesa si gode di bella vista anche sul monte Freddone e sul Sumbra e, di fronte, c’è una fonte dove si incontrano i due sentieri che arrivano a questo borgo.

L’ultimo parroco del paese fu don Cosimo Silicani, molto ospitale con gli alpinisti di passaggio. Egli operò dal 1897 al 1942, anno della sua morte, fu artigiano e storico della piccola comunità e fece costruire nel 1910 la meridiana situata sulla chiesa; essa è la più alta di tutta la Toscana.

Il paese subì gravi distruzioni durante la seconda guerra mondiale, a causa della guerra di Liberazione, e fu completamente abbandonato negli anni ’60 anche se nel censimento del 1961 sono indicati ancora alcuni residenti.

L’area di Col di Favilla era anticamente un alpeggio di Levigliani e quindi un insediamento a carattere stagionale sin dal XVII secolo e la chiesa viene fatta risalire al 1640, però solo intorno al 1880 si trasformò in un borgo con popolazione stabile. Le case erano costruite con la pietra locale e con i tetti ricoperti da ardesia. Le principali attività degli abitanti, chiamati colletorini, furono la pastorizia, la produzione del carbone da legna, la lavorazione dei metalli presso il Canale delle Verghe dove erano delle ferriere, l’estrazione del tannino dal castagno destinato alle concerie del pisano e l’impagliatura delle sedie. Una modesta agricoltura di sussistenza è testimoniata dai terrazzamenti, sostenuti da muri a secco, ancora presenti in zona.

Di rilievo è la chiesa dedicata a S.Anna madre della Madonna, che, dopo le devastazioni sacrileghe del 1968-1970, fu restaurata e riconsacrata nel 1979. Nel 1983 fu affissa all’esterno un lapide marmorea a ricordo dell’evento, un’altra lapide affissa nel 1982 a cura dell’UOEI di Ripa di Versilia ricorda don Cosimo con i versi di una sua preghiera. Il campanile è dietro la chiesa e svetta massiccio tra la vegetazione. Una lapide di marmo, posta alla sua base, ricorda la sua costruzione nel 1670 ed il cappellano Vannucci.

A fianco del campanile un breve vialetto, delimitato da faggi, porta ad un piccolo cimitero nel quale in inverno sbocciano i crochi, esso, purtroppo, subì devastazioni sacrileghe con asportazione di scheletri per presumibile uso di studio per studenti di medicina. La cupidigia umana non ha veramente limiti e non si ferma nemmeno di fronte alla sacralità della morte. Lungo il muro perimetrale sono state montate le lapidi in ricordo degli antichi abitanti. Il luogo è molto suggestivo nella sua semplicità ed invita al raccoglimento.

I discendenti degli antichi abitanti ritornano al paese per la festa di S. Anna, il 26 luglio, e qualcuno sta cercando di risistemare le vecchie abitazioni anche se la maggior parte del paese è desolatamente distrutta. Un comitato, formato dai discendenti degli antichi abitanti, del borgo tiene viva la festa di S.Anna ed ha provveduto al restauro della chiesa ed alla sistemazione del cimitero e pensa di adibire la canonica a punto di accoglienza per gli escursionisti.

Oltre al nucleo attorno alla chiesa altre case sparse si trovano intorno, in esse si intravedono i camini e tracce di intonaco colorato. Un gruppo di ruderi si trova lungo il sentiero 9 poche centinaia di metri prima di entrare nel borgo a sud, altri si trovano lungo il sentiero 11 anche abbastanza distanti ed alcuni sono stati restaurati e saltuariamente sono abitati. Molto caratteristici sono i sentieri alberati da lunghe file di faggi e le siepi di bosso vicino alle abitazioni che erano ritenute tenere lontane le serpi a causa del loro odore pungente.

COME SI ARRIVA
A Col di Favilla arriva la vecchia mulattiera da Levigliani per Isola Santa, oggi sentiero, c’è da aggiungere che il sentiero passa per la Foce di Mosceta alla quale convergono numerosi sentieri da Cardoso, Fociomboli, Pruno, Stazzema per cui sono varie le escursioni che possono arrivare al borgo o passare per esso. Da Passo Croce, per Fociomboli e per il Puntato (cui arrivano anche i sentieri 128 e 129 dalla zona dei Tre Fiumi) arriva il sentiero 11. Inoltre una strada non asfaltata, ma percorribile con auto, arriva dalla strada Castelnuovo-Arni, l’imbocco, chiuso da una sbarra metallica, è vicino ad una cava prima di arrivare ad Isola Santa. Lo stradello si innesta nel sentiero 11, poco prima di arrivare al borgo, ed è bello da percorrere a piedi e costeggia alcuni ruderi, uno dei quali è sicuramente un vecchio mulino.

Testo di www.escursioniapuane.com

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